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BIBBONA E CULTURA, UN VENERDI' DEDICATO ALLA CELEBRE PROFEZIA DI FATIMA

Con ‘Sei tu quello, o dobbiamo aspettarne un altro?. L’ultimo tassello mancante alla celebre profezia di Fatima’ prosegue l’appuntamento con ‘Bibbona e Cultura’, l’annuale manifestazione culturale organizzata dall’amministrazione comunale. Alle 21, venerdì 17 maggio nella sala del Comune vecchio, sarà presentato il volume di Sergio Russo destinato a far parlare di sé in quanto l’autore parte da una tesi, tanto semplice, quanto oggi dimenticata nella Chiesa Cattolica contemporanea, e cioè che il corpo-chiesa può avere un solo ed unico capo (visibile) al suo vertice, altrimenti, quel medesimo ‘corpo’, qualora abbia più di un ‘capo’, detto ‘corpo’ sarebbe evidentemente una mostruosità.

Quanto sia fondamentale ed imprescindibile, per l’autore, che la Chiesa Cattolica debba assolutamente avere un univoco successore di Pietro, lo dimostrano, senza ombra di dubbio, ben due millenni di storia ecclesiale. Nel 2013 Benedetto XVI, nella ricostruzione dell’autore, dopo la sua rinuncia non ritorna ad essere il cardinal Joseph Ratzinger, ma continua a vestirsi di bianco, a tenersi il suo stemma pontificio, a firmarsi ancora col nome papale. Mentre Jorge Mario Bergoglio, appena eletto ed assumendo il nome di Francesco, egli dichiara al mondo di essere “semplicemente” il nuovo Vescovo di Roma, giunto lì dalla ‘fine del mondo’. Entrambi dunque, secondo l’autore del volume, stanno in realtà inverando le più incredibili ed enigmatiche profezie mariane, assieme a quelle di numerosi mistici e santi cattolici, le quali tutte si riferiscono ai cosiddetti “ultimi tempi”, del mondo e della Chiesa innanzitutto, in cui si parla sia del Santo Padre (e Benedetto XVI è rimasto sostanzialmente tale), come pure di un “Vescovo vestito di bianco” (ed inaspettatamente proprio così si è autodefinito papa Bergoglio, nel centenario delle Apparizioni di Fatima, in Portogallo, il 13 maggio 2017), ambedue personaggi che, secondo le ormai note visioni della Beata Anna Caterina Emmerich, avrebbero governato – in questi nostri tempi, drammaticamente confusi e tragicamente perversi – l’uno, la Chiesa Cattolica di sempre, mentre l’altro, si sarebbe posto alla guida di una “nuova Chiesa: grande, strana e stravagante”, chiesa questa, che avrebbe avuto invece come principale obbiettivo, la riunificazione di tutte le confessioni cristiane (cattolici, ortodossi, protestanti e sette di vario genere e titolo), al tragico prezzo però, della apostasia dalla vera Fede.

Nel finale l’autore propone una conclusione che intende lanciare come “salvagente” ai tanti cattolici contemporanei, smarriti e sconcertati dall’attuale pontificato: «coraggio – sembra egli dire – in alto gli animi, tutto ciò era stato già predetto…».

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