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FOIBE, UN APPROFONDIMENTO DEDICATO AGLI STUDENTI DELLA SCUOLA MEDIA PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo di migliaia di cittadini italiani vittime delle foibe e gli esuli giuliani: quest’ultimi dovettero abbandonare i loro paesi per sfuggire alla repressione della Repubblica Federale Jugoslava guidata dal dittatore Tito.

Raccontare la loro storia non è facile, se prima non si inquadra il territorio e gli eventi che nel corso degli anni si sono susseguiti: basti pensare che quegli stati, che fino a pochi decenni prima componevano la zona in questione, oggi non sono più rintracciabili sulla carta geografica.

Dalla nascita della Repubblica Federale Jugoslava, avvenuta nel 1945, ed in particolare dopo il 10 febbraio 1947, giorno della firma del trattato di Parigi, cominciò un ulteriore accanimento sulla popolazione italiana, da generazioni residente sul territorio giuliano. Costretti ad un esodo forzato, ripararono in Italia, dove furono accolti più come esuli fascisti che come cittadini italiani.

L’orrore delle foibe si rintraccia nella ferocia con la quale le persone, legate fra loro, venivano gettate, talvolta ancora vive, nelle voragini del terreno: sparivano senza lasciare più tracce.

Una storia dimenticata per motivi politici, ma che oggi, a distanza di più di settant'anni, è giusto che venga ricordata e insegnata.

Attraverso un intervento in videoconferenza con gli studenti della scuola media ‘Cielo d’Alcamo’, la responsabile dell’archivio storico comunale Barbara Rossi ha tracciato un percorso che, a partire dalla Prima Guerra Mondiale, ha delineato il territorio della Venezia Giulia (oggi solo una parte appartiene all’Italia) e il ruolo che in questo contesto ha avuto il fascismo. Contemporaneamente, ha spiegato lo sviluppo del Regno di Jugoslavia, della nascita delle formazioni partigiane di Tito e di come sono iniziati i primi eccidi nel 1943, per arrivare a quelli del 1945. I ragazzi hanno partecipato in maniera attenta, interagendo con domande ed osservazioni.

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