Noi alunni della classe 4° tempo pieno delle elementari di Bibbona, quest’anno abbiamo deciso di fare qualcosa di più concreto per aiutare la Natura! Così ci siamo iscritti al Wwf (World wildelife found) e con il contributo di ciascuno di noi (l’equivalente di un cono gelato!), abbiamo fondato un “Panda club”, per sostenere la difesa della Natura in tutto il mondo, dove ce n’è bisogno!
E’ stato veramente emozionante quando abbiamo ricevuto a scuola la scatolina con dentro la lettera di Fulco Pratesi (il presidente del Wwf sezione Italia) che ci ringraziava, le nostre tessere personali per visitare gratis le oasi del Wwf di tutta Italia,
riviste ecologiche e poi…… un libricino di educazione ambientale per ciascuno di noi, dal titolo: “La Natura in tasca”- Come portare a casa la Natura lasciandola dov’è!
E’ stato sfogliando questo libricino (ricco di idee, consigli e suggerimenti) che ci ha appassionato l’idea di esplorare un ambiente naturale a noi molto vicino, la “Macchia della Magona”. Così la maestra ha contattato un signore in pensione, Ferdinando Agostini, esperto conoscitore della Macchia della Magona perché vi aveva lavorato per tanti anni; Ferdinando è stato subito disponibile, è venuto in classe e ci ha parlato di questo ecosistema.
Subito abbiamo capito il grande amore che lo lega tutt’ora a questo ambiente, perché parlava della “Macchia della Magona” (che lui definisce “Foresta”), con tanto amore, raccontandoci un po’ la sua storia (quando il suo legname serviva come combustibile per la fabbrica della Real Magona di Cecina (da qui il suo nome), e per riscaldare i bibbonesi, ma anche fatti e aneddoti (come quello dell’inserimento selvaggio di un gruppo di daini provenienti da San Rossore, della peste suina che anni fa colpì la comunità di cinghiali, gravi episodi di bracconaggio, la malattia dei cipressi portata durante la seconda guerra mondiale con le casse delle munizioni, il rimboschimento “selvaggio”, che non ha tenuto conto dell’habitat di alcune piante, ecc..) che ci hanno fatto riflettere sull’importanza dell’equilibrio.
Dopo l’incontro in classe, non ci rimaneva che passare all’esplorazione... Il
18 novembre scorso, era proprio un bel pomeriggio!! Non faceva freddo, l’aria autunnale era riscaldata da un tiepido sole. Lo scuolabus ci ha portato all’inizio di un sentiero, con noi c’era anche Ferdinando e così siamo partiti alla scoperta della foresta della Magona... La guida ci insegnava a riconoscere, arbusti e alberi della macchia mediterranea che incontravamo lungo il percorso: il mirto, il corbezzolo, il sorbo, il pungitopo e poi funghi buoni e funghi pericolosi.
Ferdinando durante il tragitto ci ha fatto notare un cipresso colpito da un fulmine, e alcune piante che erano state piantate dall’uomo per rimboschire, senza tener però presente il loro habitat! Purtroppo non abbiamo fatto incontri ravvicinati con animali che vi vivono (anche perché, tutto sommato un po’ di rumore lo facevamo e quindi… si saranno tenuti lontani!), ma tracce di cinghiale e di capriolo ne abbiamo viste tante (sugli alberi e sul terreno).Una volta tornati a scuola, carichi di emozioni e di ricordi immortalati in tante foto, oltre che nel nostro cuore, eravamo felici di aver vissuto un’esperienza veramente bella. E così il giorno dopo ognuno di noi ha disegnato sul suo libricino un momento vissuto e adesso i nostri ricordi sono ancora lì... E vi resteranno per sempre, perché quando lo sfogliamo ci viene in mente la nostra bella giornata, immersi in un mare di verde! Grazie Ferdinando per quello che ci hai insegnato.
Sopra e in alto: la Macchia della Magona
Il progetto di educazione ambientale del Wwf, “La Natura in tasca”, ci ha portato a conoscere meglio e ad amare ancora di più un ambiente naturale a noi vicino, la macchia mediterranea, grazie a Ferdinando Agostini, la nostra guida, che ci ha fatto conoscere angoli del bosco di cui non sospettavamo l’esistenza.